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METODO APPLICATIVO AMBROSISTEM

Finalità

Il metodo applicativo Ambrosistem permette di introdurre, in modo assolutamente non distruttivo, sostanze liquide in qualsiasi corpo solido che sia caratterizzato da una seppur minima capacità di assorbimento capillare (intonaci, laterizi, pietre, marmi, graniti, conglomerati crementizi, legno, ecc.)

Destinazione

La possibilità di immettere sostanze liquide all'interno di materiali differenti consente, tra gli altri, la realizzazione di interventi di intercettazione dell'umidità di risalita, (barriere chimiche), di protezione contro l'umidità di condensa, di consolidamento, di desalinizzazione.

Principio

La naturale capacità dei corpi di assorbire liquidi per capillarità è fortemente influenzata dalle modalità di contatto tra i due elementi ed è maggiore quando non si sia in presenza di un apporto eccessivo (contatto diretto tra il materiale e il liquido) o carente (alimentazione incostante e/o insufficiente). Sfruttando questa naturale capacità di assorbimento il Metodo Applicativo Ambrosistem garantisce l'approvigionamento ottimale per ogni materiale da trattare.

Messa in opera

Si procede con l'applicazione sulle parti da trattare di una superficie continua di materiale a sacrificio caratterizzato dalla capacità di assorbire, trattenere e trasmettere liquidi in quantità almeno pari al proprio volume; da una costituzione chimico-fisica perfettamente asettica e priva di sostanze che potrebbero risultare dannose per l'opera da trattare; dalla disponibilità alla fcile e totale rimozione manuale.

La superficie di distribuzione così realizzata viene alimentata in modo continuo per mezzo di diffusori, posti ad opportuna distanza, collegati con essa mediante stoppini di cotone graffiati senza soluzione di continuità. i diffusori sono regolabili al fine di garantire la perfetta orrizzontabilità della piastra/serbatoio in ogni condizione di esercizio.

La differenza di quota tra il livello del liquido contenuto nel bidoncino e il punto di presa degli stoppini permette di ottenre una leggera pressione idrostatica che favorisce l'imbibizione dello strato di distribuzione. La durata del trattamento varia a seconda della capacità di assorbimento del materiale da trattare e dalla profondità che si desidera raggiungere.

Vantaggi

L'impiego di questa metodica di applicazione consente di intervenire in assenza totale di operazioni distruttive quali fori, tagli, stacchi; garantisce una ottimale omogeneità di distribuzione del prodotto nel materiale da trattare; assicura un ottimo controllo dell'operazione in quanto permette di stabilire a priori le profondità di trattamento e le quantità di prodotto da impiegare.

Umidità nelle murature

La presenza di umidità all'interno di un manufatto edilizio può avere differenti cause, alcune fisiologiche alla natura dei materiali che lo costituiscono e alle modalità costruttive, altre determinate dalla presenza, più o meno costante, di fonti di approvvigionamento esterne. Operando una semplificazione di fenomeni complessi e tra loro correlati, possiamo dire che quelle che appartengono al primo gruppo (acqua di struttura, umidità di equilibrio, umidità di costruzione) non hanno generalmente rilevanza nelle manifestazioni di degrado mentre quelle del secondo (umidità accidentale, umidità meteorica, umidità di condensazione, umidità ascendente o di risalita capillare) sono generalmente causa di fenomeni di degrado di una certa entità. I fenomeni di degrado più rilevanti sono spesso imputabili alla presenza di umidità di risalita dal suolo attraverso la rete di capillari interni dei materiali porosi che costituiscono le murature.

Porosimetria e assorbimento capillare

La porosità di un materiale oltre che influire sulle sue caratteristiche meccaniche e su quelle di resistenza ai ciclo/disgelo è infatti il parametro principale per il comportamento di assorbimento d'acqua per capillarità: l'altezza per risalita capillare dell'acqua è collegata sia al diametro dei pori che costituiscono il sistema capillare della struttura porosa, sia al tipo di porosità caratteristico del materiale (pori chiusi, aperti, collegati).
Si può dimostrare sperimentalmente che la pressione di suzione dell'acqua, e quindi l'altezza di risalita, risulta essere inversamente proporzionale al diametro dei pori, e maggiore in materiali aventi elevata porosità percentuale e pori collegati tra loro a formare una rete di canali interni comunicanti. Tale pressione di suzione è causata dall'azione di forze elettrostatiche di natura polare tra le pareti dei pori e le molecole d'acqua. I materiali costruttivi sono costituiti da cristalli di silicati, ossidi o carbonati, le cui superfici sono caratterizzate da atomi di O-, aventi una carica elettrica negativa libera che sono in grado di combinarsi con gli atomi di H+, presenti nelle molecole d'acqua, aventi carica elettrica positiva, formando un legame a ponte idrogeno molto tenace. La forma concava che assume la superficie di un liquido all'interno di un tubo capillare (menisco) testimonia la maggiore azione attrattiva dei bordi rispetto al centro del tubo; per questo l'intensità del fenomeno di risalita capillare risulta essere proporzionale al diametro del poro stesso (il fenomeno è notevolmente maggiore quanto più i pori sono piccoli).
L'altezza della risalita è altresì dipendente dallo spessore della base imbibita e dal rapporto di questa con la superficie esposta all'evaporazione dell'aria. Sarà infatti massima in muri interni di spina, alta in muri esterni con una faccia esterna esposta all'aria, minima in pilastri isolati.

Realizzazione di barriera chimica con il metodo Ambrosistem

Il metodo di applicazione Ambrosistem trova un suo ottimale impiego nel caso di realizzazione di barriere chimiche di intercettazione dei fenomeni di risalita capillare di umidità nelle murature.
Per la messa in opera della barriera chimica si procede con l'applicazione continua di una fascia di materiale di sacrificio posta, lungo tutto il perimetro da trattare, ad un'altezza di 15/20 cm dal piano di calpestio. Questa viene poi collegata, mediante stoppini di cotone, ai distributori generalmente posti ad una distanza di 50 cm l'uno dall'altro. La messa in opera del sistema Ambrosistem, e quindi l'applicazione del prodotto scelto può essere effettuata acnhe senza la rimozione degli intonaci esistenti. L'applicazione può essere su una sola delle facce della muratura da trattare oppure su entrambe quando, per esigenze di cantiere, siano richiesti tempi di lavorazione ridotti.

Degrado dei materiali

L'erosione del vento, la dilatazione e contrazione termica indotte dal sole e dal freddo, la dissoluzione causata dalla pioggia e dagli agenti inquinanti in essa disciolti, agiscono sulle superfici dei materiali in opera aprendo gli spazi tra gli elementi che li costituiscono (es. cristalli dei materiali lapidei), modificando il loro equilibrio statico e favorendo la caduta di alcuni di essi. Gli agenti di degrado cominciano la propria azione sulla superficie e innescano processi di alterazione a carico dello stato sottostante. Le forme dell'alterazione coesistono nel corpo di un materiale in modo doscontinuo: accanto ad aree decoese possono trovarsi zone ancora compatte, in profondità ci possono essere masse completamente disgregate celate da una superficie compatta ed apparentemente sana.

Consolidamento dei materiali

Il consolidamento è un intervallo sulla statica della superficie e della materia sotto di essa a cui viene affidato il compito di migliorare le proprietà meccaniche dei materiali degradati: rinforzarli ristabilendo i legami chimico fisici che erano alla base della coesione dell'intero sistema e che sono andati deteriorandosi.
Indipendentemente dal prodotto che si decide di impiegare per il consolidamento del materiale degradato, risulta fondamentale, per una buona riuscita e durata dell'intervento, al suo capillare distribuzione all'interno di tutta la sezione degradata fino ad arrivare ad ancorarsi a strati interni ancora sufficientemente non alterati di materiale. Ciò al fine di scongiurare la formazione di discontinuità di consistenza e resistenza del materiale che comporterebbe un reale pericolo di caduta delle parti risanate appoggiate sul materiale retrostante ancora disgregato: invece che staccarsi a piccolli granuli un materiale lapideo tenderebbe a sfogliarsi, perdendo croste di una certa dimensione.

Applicazione di consolidanti con il metodo Ambrosistem

Sfruttando la naturale predisposizione di ogni materiale poroso di assorbire prodotti liquidi per capillarità è possibile realizzare interventi di consolidamento di materiali degradati, anche a profondità rilevanti. L'ottimale approvigionamento di prodotto è garantita dall'alimentazione continua dell'impacco di distribuzione che risulta essere uniformemente umido e mai bagnato (con eccesso di liquido rispetto alle sue capacità di assorbimento): condizione, questa, essenziale per un ottimale assorbimento del prodotto consolidante da parte del materiale da trattare.
La composizione dello strato di distribuzione è tale da assicurare la sua perfetta adesione a tutte le superfici, anche in presenza di modellati artistici particolarmente fini, e la sua semplice e totale rimozione manuale. Nel caso in cui si debba procedere al consolidamento di superfici decoese con cristalli labili al tatto e superfici fratturate, prima dell'applicazione dello strato di distribuzione a sacrificio si procede alla velatura di tutta la superficie con carta giapponese fatta aderire a mezzo di nebulizzazione del solvente del principio attivo che verrà impiegato per il consolidamento. Questo al fine di scongiurare qualsiasi rischio di perdita di cristalli e frammenti che potrebbero venire inglobati nel materiale di sacrificio.
L'intervento di consolidamento realizzato con il metodo Ambrosistem, indipendentemente dal prodotto consolidante scelto, permette un puntuale controllo delle qualità di prodotto impegate e degli spessori di applicazione.

Voce di capitolato

Trattamento mediante applicazione di un impacco in materiale asettico in grado di assorbire liquido in misura pari al proprio volume, mantenuto costantemente imbibito mediante opportuno sistema di alimentazione; la durata del trattamento sarà in funzione delle capacità di assorbimento del materiale da trattare.
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